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	<title>Pistonieri Santa Maria del Rovo</title>
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	<description>Storia, Folklore e Passione della Città di Cava de&#039; Tirreni</description>
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		<title>Vairano Patenora</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 22:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[smr]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[La provincia di Caserta e in particolare il borgo antic [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La provincia di Caserta e in particolare il borgo antico di Vairano Patenora ci ha visti protagonisti in due momenti della &#8220;Festa Medioevale&#8221;.</p>
<p>Abbiamo aperto i giochi che decretano il vincitore della gara dei quattro casali e la chiusura della sera in una piazza antica e gremita di persone.</p>
<p>Cliccando <a href="https://www.facebook.com/pistonieri/videos/10159123450500253/" target="_blank">qui</a> potete vedere il video dell&#8217;evento.</p>
<p>Rassegna stampa</p>
<p><a href="https://www.salernonotizie.it/2017/08/01/pistonieri-santa-maria-del-rovo-protagonisti-nella-citta-di-vairano-patenora/" target="_blank">Salerno Notizie.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>EXPO2015</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 18:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[smr]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché girare la terra in tondo se la si può percorrere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2445 alignleft" src="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/10/645px-Expo_2015_Logo.svg_-300x77.png" alt="LOGO Expo2015" width="300" height="77" /></p>
<p>Perché girare la terra in tondo se la si può percorrere lungo il decumano <a href="http://www.expo2015.org/it" target="_blank">EXPO Milano 2015</a>? L’Italia torna a far parlare di sé presentandosi in tutto il suo splendore: buon cibo, belle architetture, storia e folklore di qualità.</p>
<p>È proprio il Cardo EXPO che mostra tutte le facce di un’Italia viva, lì ogni giorno sbandieratori, cortei storici e musici si alternano, lasciando meravigliati i visitatori di tutto il mondo. E il 14 e 15 ottobre, in Piazza Italia, proprio al centro di Expo non perdetevi il nostro spettacolo: <a href="https://www.facebook.com/pistonieri" target="_blank">Pistonieri Santa Maria del Rovo</a> di Cava de’ Tirreni.</p>
<p><div id="attachment_2446" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-2446" src="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/10/back_expo_milano_2015-1920x1080-300x169.jpg" alt="Milano EXPO 2015" width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Milano EXPO 2015</p></div><br />
Abbiamo girato molto Italia ed Europa, e non potevamo mancare all’evento internazionale per eccellenza, perché l’Italia non è solo cibo ma anche turismo, e folklore di qualità, riconosciutoci a livello internazionale dal CERS. La nostra musica (con chiarine, timpani e rullanti) , le nostre armi “pistoni” e le nostre coreografie sorprenderanno anche a Milano EXPO, dove porteremo un pezzo delle nostre feste cittadine, la <a href="http://www.pistonieri.com/disfida-dei-trombonieri/">Disfida dei Trombonieri </a>e la <a href="http://www.pistonieri.com/benedizione-dei-trombonieri/">Benedizione dei Trombonieri.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I Colori</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Nunziante]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[IL COLORE VERDE Vestioevo Dal latino: “Erbus” verde erb [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>IL COLORE VERDE</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/pages/Vestioevo/791594694198269">Vestioevo</a></p>
<p>Dal latino:<br />
“Erbus” verde erba<br />
“Mosco” verde muschio<span class="text_exposed_show"><br />
“Festichin” verde pistacchio<br />
“Fistuchinus” verde chiaro<br />
“Crocus Sativus” verde brillante ricavato da zafferano, azzurrite e albume.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>È nel Basso Medioevo che l’uso di svariati colori si afferma e si diffonde. Nel periodo feudale i colori araldici come il verde e altri colori come il rosso, il porpora, il bianco, l’oro, il nero, l’argento e il blu erano combinati tra di loro per formare gli stemmi delle famiglie e delle città. Nell’araldica il verde stava ad indicare la speranza, ma accostandolo al colore oro, equivaleva al concetto di “piacere”.<br />
In tutto il Medioevo il colore verde rimase legato alla Medicina; come ancora oggi i camici usati nelle sale operatorie, così anche le toghe di alchimisti e medici medievali erano di colore verde.<br />
Il verde iris, o verde erba, era un colorante estratto dai petali di varie piante tra cui appunto l’iris, ma anche dalla viola del pensiero, dallo stramonio, dal tabacco e dal finocchio di Spagna. In uso dal X secolo, era ricavato spremendo le foglie e, l’estratto, era conservato con il metodo della cimatura.<br />
All’inizio dell’Alto Medioevo i neonati si avvolgevano in teli verdi come augurio di buona sorte. Nel corso del Medioevo la grande quantità di foglie permise un uso diffuso di questo colore indossato dalle diverse classi sociali ovviamente con sfumature diverse in base alla quantità di colorante per stoffa, quindi nelle classi elevate il risultato era di un verde più acceso e inteso, mentre nelle classi meno agiate il verde era pallido e “slavato”.<br />
Nel Basso Medioevo le ragazze in cerca di marito sceglievano questo colore e, una volta accasate, lo indossavano nell’attesa del lieto evento. Come nel famoso Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck (1434-1435), la giovane sposa indossa il verde come segno di offrire se stessa al marito. Si ricorda che, nel Quattrocento, per la Festa di Calendimaggio, nei prati circostanti a Firenze, le donne festeggiavano l’arrivo della primavera tutte vestite di verde come i germogli.<br />
Nel corso di tutto il Medioevo il colore verde assunse diverse connotazioni tra cui l’associazione alla menzogna, alla perfidia e all’ipocrisia e, annesso alle creature temibili come draghi, coccodrilli e vipere, fu anche simbolo di una natura astuta, falsa e dissoluta.<br />
A partire dal XVI secolo, a Venezia, i tavoli da gioco vennero rivestiti da un tappeto di colore verde, che simboleggia caso e sfida, mentre in Francia, sarà conosciuto con il termine “langue verte” nel gergo appartenente ai giocatori di carte.</p>
</div>
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		<title>Benedizione dei Trombonieri</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Luciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedizione dei Trombonieri]]></category>
		<category><![CDATA[Festa di Montecastello]]></category>
		<category><![CDATA[Miracolo Eucaristico]]></category>

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		<description><![CDATA[Anno 1656: il Regno di Napoli è colpito da una terribil [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anno 1656: il <strong>Regno di Napoli</strong> è colpito da una terribile <strong>pestilenza</strong>, portata sulla penisola da un manipolo di soldati spagnoli provenienti dalla Sardegna. Si racconta che il prelato della Parrocchia della<strong> SS. Annunziata</strong> di Cava de&#8217; Tirreni, Don Angelo Franco, all&#8217;ottava della solennità del <strong>Corpus Domini</strong>, salì in processione con alcuni fedeli sul Monte Castello, che sovrasta la valle metelliana, ed impartì una <strong>Benedizione</strong> alla Città invocando l&#8217;intercessione dello <strong>Spirito Santo</strong>. Si compì un <strong>Miracolo Eucaristico</strong> e la pestilenza fu debellata.</p>
<p>In devozione, ogni anno i fedeli rievocavano il rito della processione salendo in preghiera al Monte. Nei secoli successivi, al momento prettamente religiosi venne associato un momento di festa animato dai gruppi trombonieri. Il fine settimana dedicato ai festeggiamenti inizia con il &#8220;<strong>giovedì di Castello</strong>&#8220;, giorno in cui i pistonieri si recano al monte dalle prime luci dell&#8217;alba e, dopo la consueta Messa celebrata dall&#8217;Arcivescovo della Diocesi, fanno rimbombare la valle di spari a salve dei <strong>pistoni</strong> (mettere collegamento alla pagina dell&#8217;arma), la tipica arma ad avancarica cavese.</p>
<p>Il sabato è invece dedicato alla vera propria <strong>Benedizione dei Trombonieri </strong>con la sfilata dei casali <strong>trombonieri, sbandieratori e cavalieri</strong> lungo le vie dell&#8217;antico borgo porticato, con migliaia di figuranti in abito<strong> seicentesco</strong>. La serata si conclude con uno <strong>spettacolo pirotecnico</strong> dal Monte Castello e la tradizione vuole che ogni famiglia si riunisca cenando con i <strong>tipici prodotti culinari cavesi</strong>, come la milza cotta, soppressata, melanzane con cioccolata, pasta e fagioli e frittata di maccheroni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1816" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/03/Benedizione_Trombonieri_Santa_Maria_del_Rovo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1816" src="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/03/Benedizione_Trombonieri_Santa_Maria_del_Rovo-300x199.jpg" alt="S.E. Mons. Orazio Soricelli benedice i Trombonieri in Piazza Duomo" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">S.E. Mons. Orazio Soricelli benedice i Trombonieri in Piazza Duomo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Pergamena Bianca</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Luciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1459, alla morte di Alfonso V d&#8217;Aragona, la c [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1459, alla morte di Alfonso V d&#8217;Aragona, la corona del <strong>Regno di Napoli</strong> passò al figlio Ferdinando, detto <strong>Ferrante</strong>. Sebbene appoggiato dal papa, i baroni napoletani non riconoscendo l&#8217;autorità del nuovo sovrano, sostennero la candidatura di <strong>Giovanni</strong> della casata <strong>d&#8217;Angiò</strong> e con lui dichiararono guerra agli aragonesi.</p>
<p>Le prime fasi della guerra videro gli aragonesi in difficoltà, traditi da numerosi feudatari del Regno che passarono dalla parte angioina. L&#8217;esercito aragonese venne accerchiato nella località <strong>Foce di Sarno</strong> e lo stesso Ferrante sfuggì per poco alla cattura. La tradizione storica locale vuole che il re sia stato salvato dall&#8217;intervento volontario e spontaneo di alcuni cavesi, comandati da cinque capitani che nella notte tra il 6 e il <strong>7 luglio 1460</strong> sorpresero gli assedianti angioini dando tempo al re di scappare a Napoli.</p>
<p>Nell&#8217;agosto dello stesso anno, la città de la Cava venne assediata, non si arrese restando fedele al regnante aragonese e subì il &#8220;<strong>guasto</strong>&#8221; da parte degli angioini.</p>
<p>Il 4 settembre 1460 il re Ferrante riconoscendo il <strong>coraggio</strong> e la<strong> lealtà</strong> dei cavesi, donò al sindaco Onofrio Scannapieco una <strong>pergamena in bianco</strong> con cui richiedere qualunque concessione. I cavesi, confermando la loro fedeltà alla corona, non chiesero nulla in cambio. Il re, stupito ancora dalla lealtà del popolo &#8220;cavajuolo&#8221;, spontaneamente concesse il titolo di <strong>Città Fedelissima</strong>, numerosi privilegi economici, come l&#8217;esenzione dalle gabelle doganali, e l&#8217;onore di fregiarsi dei <strong>colori aragonesi</strong> (giallo e rosso) e della <strong>corona regia</strong> sul proprio stemma.</p>
<p>La Pergamena è ancora immacolata e conservata gelosamente negli archivi del comune di Cava de&#8217; Tirreni.</p>
<p>FOTO DELLA PERGAMENA BIANCA</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cers</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Luciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato nel 1997, il Consorzio Europeo Rievocazioni Storic [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nato nel 1997, il <strong>Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche</strong> (C.E.R.S.) riunisce e tutela i maggiori artisti e gruppi europei operanti nel settore della Rievocazione ed Eventi Storici. Il Consorzio organizza numerosi festival culturali, mostre e fiere, eventi di gala e progetti per lo sviluppo di nuovi itinerari nell&#8217;ambito del &#8220;Turismo della Memoria&#8221;.</p>
<p>Il <strong>C.E.R.S.</strong>, che conta circa 120 realtà iscritte, racchiude l&#8217;eccellenza della <strong>Rievocazione Storica</strong> e del <strong>&#8220;Living History&#8221;</strong> in Europa, garantendo una accurata ricerca e studio degli eventi ed epoche storiche rievocate, tutelando la filologia e la qualità dei costumi, oggetti ed armi.</p>
<p>Il nostro sodalizio dopo aver superato l&#8217;iter di ammissione, è attualmente <strong>l&#8217;unica</strong> associazione cittadina presente nel consorzio, affiliata come gruppo storico del XVI e XVII Secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni <a href="http://www.cersonweb.org/">http://www.cersonweb.org/</a></p>
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		<title>Sulle rotte di Carlo V</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 18:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Luciano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Rete di Cooperazione degli ltinerari Europei dell&#8 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Rete di Cooperazione degli ltinerari Europei dell&#8217;Imperatore Carlo V</strong> (I Red Cooperación Routas Europeas del Emperador Carlos V) è un associazione spagnola nata a <strong>Cuacos de Yuste</strong> (Spagna), luogo dove morì l&#8217;imperatore asburgico.</p>
<p>L&#8217;associazione spagnola ha presentato alla <strong>Comunità Europea</strong> i percorsi europei dell&#8217;Imperatore Carlo V; un <strong>Itinerario Culturale Europeo</strong> che copre uno o più paesi o regioni, organizzato intorno a temi il cui interesse storico, artistico o sociale si riveli essere europeo sia in base alla mappatura geografica dell&#8217;itinerario, sia in termini di contenuto e significato. Tale itinerario ha coinvolto varie città europee, attraverso i loro responsabili amministrativi, impegnando a fornire la documentazione e le risorse che siano necessarie per completare il processo di riconoscimento come <strong>ltinerario Culturale </strong><strong>del Consiglio d&#8217;Europa</strong>.</p>
<p></p>
<p>La nostra associazione è entrata nella Rete nel <strong>febbraio del 2014</strong> ed in occasione della <strong>Settimana Rinascimentale</strong> dello stesso anno ha ospitato una delegazione spagnola. Grazie al contributo del nostro Casale, nel mese di <strong>Giugno 2014</strong> anche il <strong>Comune di Cava de&#8217;Tirreni</strong> (città in cui lo stesso imperatore Carlo V passò nel <strong>1527</strong>) è stato inserito nell&#8217;Itinerario.</p>
<p></p>
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		<title>&#8220;Radici:  Storia e Folklore Cavesi&#8221;</title>
		<link>https://www.pistonieri.com/it/radici-storia-e-folklore-cavesi/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 20:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Titti Trotta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi Interni]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra Associazione Pistonieri Archibugieri Santa Ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra <strong>Associazione Pistonieri Archibugieri Santa Maria Del Rovo</strong>, in occasione del quarantennale del sodalizio, ha organizzato due incontri per ricordare insieme ai soci e non, le tradizioni e le radici storico- folkloristiche della <strong>Valle Metelliana</strong> e paragonarle ai giorni nostri:</p>
<ul>
<li>PRIMO INCONTRO: &#8220;Alla riscoperta delle origini storiche della Città del Folklore&#8221; il 7 Febbraio ore 19.30 presso Marte Mediateca.</li>
<li>SECONDO INCONTRO: &#8220;L&#8217;evoluzione delle principali Manifestazioni Cavesi dal primo &#8216;900&#8243; il 21 Febbraio ore 19.30 presso la Sala Consiliare Comune di Cava de Tirreni.</li>
</ul>
<p>Il primo incontro ha visto partecipe il Prof.<strong> Giuseppe Foscari</strong>, docente di Storia dell&#8217; Europa presso l&#8217; Università degli Studi di Salerno. Il suo intervento ha illustrato l&#8217; evoluzione della tradizione guerriera della Città de la Cava, una vera e propria &#8220;<strong> Città armata</strong>&#8220;, che ha provveduto ad avere una propria guarnigione per secoli. Questo scenario è strato terreno fertile per la nascita di una tradizione folkloristica di tipo militaresco che caratterizza le manifestazioni cavesi. Nel corso della serata un riconoscimento particolare per i presidenti storici del sodalizio: <strong>Giuseppe &#8221; Don Peppino&#8221; Apicella, Francesco Apicella, Antonio Luciano e Sabato Bisogno.</strong></p>
<p>In un Palazzo di Città trasformato in museo dei costumi che hanno caratterizzato il nostro sodalizio, si è svolta la seconda serata di &#8220;Radici&#8221;. Lo storico<strong> Massimo Buchicchio</strong> ha approfondito l&#8217; evoluzione della <strong>Festa di Montecastello </strong>nel &#8216;900 e gli eventi che hanno portato alla nascita della <strong>Disfida dei Trombonieri</strong>. Il ricordo è stato il tema principale della serata, incorniciata dalla presenza della <strong>Pergamena Bianca</strong> originale. Un approfondito documentario, frutto di mesi di lavoro, ha mostrato la testimonianza dei pistonieri che hanno fatto parte del sodalizio negli anni &#8217;50;i loro ricordi carichi di emozione ed orgoglio, hanno ricordato tradizioni ed usanze che, un po dimenticate e un po evolute, rappresentano lo spirito vero della &#8220;Festa&#8221;. Una platea commossa ha ricordato i compianti Capitani <strong>Mario Apicella</strong> e <strong>Stefano Siani</strong>, le prime guide del casale Santa Maria del Rovo. Il Presidente <strong>Sabato Bisogno</strong> ha altresì premiato i capitani <strong>Alfonso Bisogno</strong>,<strong> Andrea Sorrentino</strong>, <strong>Carmine Apicella</strong> e<strong> Rosario Senatore</strong>.</p>
<p>Entrambe le serate sono state moderate da <strong>Antonio Di Martino</strong>. Il Sindaco Dott. <strong>Marco Galdi</strong>, in rappresentanza dell&#8217;amministrazione comunale, ed il Dott. On. <strong>Giovanni Baldi</strong>, consigliere regionale, hanno mostrato la vicinanza dei loro Enti presenziando alle serate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La chiesa di Santa Maria di Gesù ed il convento dei Francescani</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 16:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Alfieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cava de' Tirreni]]></category>

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		<description><![CDATA[La chiesa di Santa Maria di Gesù (oggi chiesa di San Fr [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>chiesa di Santa Maria di Gesù</strong> (oggi chiesa di <strong>San Francesco</strong>) fu eretta sulla scia della chiesa della <strong>Madonna dell&#8217;Olmo</strong>, e cioè per un sempre crescente sviluppo del cinquecentesco <strong>borgo degli Scacciaventi</strong>.</p>
<p>La finalità principale fu anche quella di costruire accanto alla chiesa, il <strong>convento dei frati francescani</strong> ad uso scuola per chi non avesse le dovute possibilità economiche.</p>
<p>Nell&#8217;anno del Signore 1450 la &#8220;<strong>Regia e Fedelissima Città de la Cava</strong>&#8221; stipulò in convenzione con i frati minori la donazione di quattro moggi di terra, su cui fondarvi un convento sotto il titolo di <strong>San Francesco</strong>.</p>
<p>La costruzione ebbe inizio nel 1492 e fu completata nel 1500.</p>
<p>Ammirevole è la facciata, originariamente in travertino, ma nel settecento intonacata per assumere così lo stile dell&#8217;epoca: il barocco.</p>
<p>Di seguito, nel 1943, dopo i guasti del secondo conflitto mondiale, la facciata è ritornata al suo antico splendore, assieme al campanile realizzato nel 1566.</p>
<p>Nel corso dei secoli, i terremoti e le varie vicissitudini, hanno depauperato anche questa monumentale chiesa di quasi tutti i pregi accumulàtivi dalla fede nei secoli.</p>
<p>Il convento fu vantato anche per il numero di frati che raccoglieva e attraverso le varie epoche è stato veramente un centro di cultura, spiritualità e di attività socio-caritative.</p>
<p>il 25 agosto 1580, per incrementare la vita cristiana, i frati proposero la fondazione della <strong>confraternita dell&#8217;Immacolata Concezione</strong>.</p>
<p>Dalla fine del &#8216;700 alla metà del &#8216;800 si hanno soltanto vaghe notizie.</p>
<p>Con la legge del 7 luglio 1866 i frati dovettero lasciare la chiesa ed il convento, che passarono sotto la giurisdizione del comune. Ritornati alla loro naturale collocazione, i superiori provinciali di suddetto ordine, decisero la costruzione con ampliamento di un nuovo grandioso progetto iniziato nel 1933, proseguito a rilento per le vicissitudini belliche, ma che oggi possiamo ammirare per la sua maestosità ed imponenza.</p>
<p><a href="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/01/310px-Facciata_del_Santuario.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1557" src="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/01/310px-Facciata_del_Santuario-300x187.jpg" alt="310px-Facciata_del_Santuario" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Francesco Faiella</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La basilica della Madonna dell&#8217;Olmo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 15:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Alfieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cava de' Tirreni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al tempo del terzo abate dell&#8217;abbazia della Santi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Al tempo del terzo abate dell&#8217;<strong>abbazia della Santissima Trinità</strong> sorse il culto della <strong>Madonna dell&#8217;Olmo</strong> in una piccola cappella intorno alla quale i fedeli edificarono una confraternita col titolo di <strong>Maria della Pietà e dell&#8217;Olmo</strong>.</p>
<p>Nel XV secolo, la fiorente cittadina cavese, ebbe l&#8217;esigenza di una chiesa ben più grande della primitiva cappella, e perciò fu eretta l&#8217;odierna Basilica di fianco al piccolo Sacrario.</p>
<p>Fautore della posa della prima pietra fu <strong>San Francesco di Paola</strong>, il quale persuaso dai cavesi di tenere a battesimo la costruzione, predisse che la chiesa sarebbe divenuta sede di un monastero del suo ordine religioso e nel 1617 la cappella gli fu dedicata.</p>
<p>Nel 1896 il vescovo Monsignor Izzo chiamò a reggere il padre Giulio Castelli della congregazione dei filippini, il quale fece diventare novellamente  il santuario un centro di fervore religioso.</p>
<p>Nel 1925, quando il complesso prese l&#8217;attuale sistemazione, la <strong>cappella</strong> divenne <strong>del Sacro Cuore</strong>.</p>
<p>Nel 1931, Pio XI elevò la chiesa a<strong> Basilica Pontificia</strong>.</p>
<p><a href="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/01/olmo-cava-de-tirreni.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1552" src="http://www.pistonieri.com/wp/wp-content/uploads/2015/01/olmo-cava-de-tirreni-300x225.jpg" alt="olmo-cava-de-tirreni" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Francesco Faiella</p>
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