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Le Radici Storiche

Tutto cominciò nel secondo dopo guerra quando, il “Giovedì di Castello” (approfondisci), un’allegra compagnia di “sparatori” partiva dalla chiesa di Santa Maria del Rovo in Cava de’ Tirreni passando per la centralissima Piazza Vittorio Emanuele III (Piazza Duomo per i cavesi) per raggiungere finalmente Monte Castello, sparando lungo il cammino e partecipando con devozione alle varie funzioni religiose che si svolgevano nell’arco della giornata.

Era un gruppo nutrito rispetto agli altri, interessato soprattutto all’aspetto religioso dell’evento.

Nell’estate del 1975 un gruppo di ragazzi (Alfonso Bisogno, Andrea Sorrentino, Armando Faiella, Vincenzo Senatore) del casale Santa Maria del Rovo, viene destato da un fragore, vari botti che rimbombavano per la città in un pomeriggio afoso. Era il fragore del pistone, arma ad avancarica a canna liscia, di calibro compreso tra i 15 ed i 23 mm, denominata anche Trombone (da cui Tromboniere). Il Pistone è l’evoluzione cavese del più antico “scoppietto“, una sorta di rimodulazione “nostrana” del contemporaneo e più famoso Archibugio in dotazione ai mercenari Lanzichenecchi al soldo di Carlo V passato per Cava de’ Tirreni nel 1535.

Un simpatico signore si avvicinò loro e raccontò di vecchie storie di alcuni sparatori riuniti sotto il nome della Madonna del Rovo, che salivano anche loro a “Castello” per la devozione al SS. Sacramento (Monte Castello o Colle di Sant’Adiutore, una collina che sovrasta la città di Cava de’ Tirreni con l’omonimo castello dove i cavesi si riuniscono il giovedì dopo il Corpus Domini per la tradizionale “Festa di Monte Castello“).

In pochi giorni quei giovani, animati dalla voglia di rivivere quelle tradizioni, dall’amore per Cava e per la Madonna di Santella, decidono di fondare un gruppo. Girano tutto il rione e la frazione limitrofa di San Martino alla ricerca di quelle armi e alla ricerca di persone che, orgogliosi delle loro origini, vogliano stare insieme e rivivere la storia della loro città.

Su suggerimento di Don Sabatino Apicella, parroco di allora, quei ragazzi decidono di adottare i colori bianco e verde, i colori della Congrega Francescana che negli anni venti risiedeva proprio a Santa Maria del Rovo.

Senza soldi ma con tantissime idee ottengono di riunirsi nella Congrega della Chiesa, prima sede, e in quell’occasione ridipingono la volta con un bellissimo sfondo verde su cui campeggia il bianco delle decorazioni a stucco di fine ‘800. Cominciano a esercitarsi sui cartoni del detersivo (i “fustini del Dash”) per i ritmi da suonare un giorno su tamburi veri. Nel 1980 i PISTONIERI Santa Maria del Rovo hanno uno Statuto, sono una realtà ufficiale legalmente riconosciuta; e quegli uomini decidono di chiamarsi PISTONIERI per un reale attaccamento al territorio, perché è con il nome di pistone che l’arma è stata tramandata dai padri ai figli. Gli addestramenti erano guidati dal Prof. Mario Siani e in seguito dal maresciallo Franco Siani. I primi costumi furono forniti dall’Ente Monte Castello (motivo per cui il casale riserva grande riconoscenza al suddetto ente). Data la scarsità dei mezzi a disposizione di quei ragazzi il loro primo stendardo non era altro che un compensato dipinto a mano da Alfonso Bisogno.

 

Da allora, grazie all’impegno di ogni singola persona, uomo o donna, giovane o anziano, iscritto al gruppo o semplicemente simpatizzante, i Pistonieri Santa Maria del Rovo sono diventati una delle maggiori e migliori realtà storiche-folcloristiche italiane ed internazionali.

Dal nord al sud Italia, da Taormina fino a San Remo e girando l’Europa, portiamo ovunque la storia della nostra città con orgoglio e fedeltà (Fidelis et Superbia). Ad oggi tanti sono i riconoscimenti nazionali ed internazionali, tante le comparse in “prime time” sui maggiori network nazionali (Rai, Mediaset).

Quel piccolo sogno si è trasformato in realtà: anni di addestramento, di ricerche storiche per i costumi (disegnati fin nei dettagli da Alfonso Bisogno e la maggior parte cuciti dalle instancabili mogli e madri dei vari componenti con una maestria unica) e per le musiche (create ex-novo dai nostri musici o talvolta riproposizioni di musica classica dell’epoca), serate (e nottate) passate insieme per creare tante piccole cose che messe insieme formano uno spettacolo unico al mondo.

Passano gli anni cambiano i volti ma l’ardore di quei cinque ragazzi si rispecchia in tutte le nuove leve. Orgogliosi delle umili origini, portiamo avanti i valori di rispetto, unione e devozione alla Madonna del Rovo e al Santissimo Sacramento.